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Comunicati stampa


Giovedì 18 Febbraio 2016
La Famiglia naturale e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo
La Famiglia naturale e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo Il dibattito sul tema delle unioni civili o, se si vuole, più precisamente sulla proposta di legge Cirinnà, che si è ormai avviata nell’ iter procedurale del Senato, è stato particolarmente intenso e più che plurale e variegato. Tuttavia, nonostante il diluvio di interventi autorevoli su tutti i luoghi mediatici, giornalistici, televisivi o anche sulla ineffabile rete dei cosiddeti 'social' del Web, c’è un argomento che non ho mai sentito né letto. Infatti da più parti si è fatto richiamo alla sollecitazione dell’Europa a legiferare in materia di unioni civili, pare ci sia addirittura un ordine del giorno del Parlamento Europeo in tal senso. Dunque si è posta come fondamentale la questione della adesione ad una sorta di orientamento internazionale, per mettere l’Italia al passo con gli altri paesi sul piano del riconoscimento dei diritti civili, quasi che non sia concepibile avere su questi argomenti una modalità di vita diversa dal dettato del 'politicamente corretto'. Eppure, caro Direttore, nessuno, che io sappia, ha fatto riferimento a documenti internazionali che, essendo ritualmente approvati e sottoscritti dagli Stati, addirittura costituiscono fonte giuridica per decisioni di Tribunali Internazionali . Mi riferisco alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo approvata nel 1948 dall’assemblea dell’ONU e sottoscritta quindi da tutti i paesi aderenti, ovviamente compresa l’ Italia. Come mai? Eppure tutte le volte che in passato si è discusso di riconoscimento delle prerogative e delle caratteristiche meritevoli di tutela quali espressione della dignità umana, si è sempre sbandierata quella Dichiarazione che è certamente il punto più avanzato e complessivo della definizione della tutela della dignità umana e delle sue relazioni con la società. Forse se, come si è detto, si pensa che un paese debba conformare necessariamente la propria legislazione non alle sue tradizioni ed alla sua cultura prevalente, ma all’orientamento internazionale, quella Dichiarazione andrebbe visitata nella parte che può interessare. Ecco allora che si scopre il perché di questa trascuratezza o dimenticanza. Si scoprirebbe così ad esempio che all’articolo 16 è scritto '1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione….. 3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.' Come si vede, in particolare il comma 3 definisce con semplici ma rigorose parole il concetto, reale che diventa giuridico, di famiglia naturale. Dunque lo Stato non solo è tenuto a riconoscere la unicità e la specificità della famiglia naturale, ma è tenuto anche a proteggerla! A me sembra che questa definizione contenuta in un atto internazionale che assume rilievo di fonte giuridica, chiarisca senza ombra di dubbio che la famiglia naturale è l’unica 'formazione sociale', che riceve un riconoscimento di specifica attribuzione di funzioni sociali proprie. Dunque per il diritto internazionale altre 'formazioni sociali' come le unioni civili possono essere definite diversamente, ma mai possono essere inquadrate o assimilate alla unicità della 'famiglia naturale'. Ma c’è di più! C’è ancora un altro documento, che è un Trattato Internazionale, che può aiutare a dirimere un’altra questione che pure qualcuno ha sollevato ovvero la necessità che la politica debba assumersi il compito di contemperare e fare compromesso fra le due sfere di diritto in conflitto nella questione della cosiddetta 'stepchild adoption' , ovvero del diritto del bambino ad avere una famiglia naturale con una mamma ed un papà, e quello dell’omosessuale all’uguaglianza e non alla discriminazione . Ebbene, sarebbe opportuno andare a rivedere la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’ Adolescenza, che è alla base dell’UNICEF, approvata nel 1991 dall’Italia insieme a 180 Paesi. All’articolo 3 della Convenzione e scritto testualmente: 'Interesse superiore del bambino In tutte le decisioni riguardanti i bambini, prima di tutto bisogna pensare all’«interesse superiore» del bambino'. Mentre all’ articolo 9 recita testualmente 'Il bambino ha diritto di vivere con i suoi genitori' Offro dunque alla discussione due Trattati Internazionali stranamente o colpevolmente dimenticati in questo aspro dibattito e che sono, invece, attualmente le linee più avanzate e condivise a livello planetario, che non possono essere richiamati solo quando fa comodo.
 

Venerdì 5 Febbraio 2016
Napoli non corre più, l'ira dei maratoneti: 'Basta caos, diventi l'evento di tutta la città"
L'annullamento della corsa internazionale fa discutere. Parlano campioni olimpici - Bordin e Baldini - e dilettanti. E sui social network abbondano i post polemici per il disaccordo tra organizzatori e Comune sul percorso Pochi iscritti, difficoltà organizzative, auto e pedoni sul percorso. Tra Napoli e la maratona il feeling non decolla, al traguardo sono numerose le lamentele dei corridori. Che sia colpa delle condizioni dell’asfalto oppure dell’assenza di transenne (a delimitare il percorso partenopeo ce ne sono circa 350, a Firenze tremila), poche volte un’edizione è andata in archivio tra gli applausi. Il 28 febbraio la maratona partenopea avrebbe dovuto festeggiare i diciott’anni, invece quel giorno si correrà soltanto la mezza maratona, sulla distanza di 21,097 km, anziché i classici 42,195. Colpa del mancato accordo tra gli organizzatori della società Napoli 1000venti e il Comune: i primi volevano un percorso turistico, Palazzo San Giacomo avrebbe preferito virare in periferia, nelle zone di San Giovanni e Ponticelli. Quello dei podisti è un popolo di appassionati, uomini e donne di ogni età che girano il mondo unendo le loro passioni. Molti avevano già prenotato volo ed albergo, altri si stavano allenando e sceglieranno di fare comunque la maratona a fine febbraio, ma a Terni o Salsomaggiore. Un maratoneta d’eccezione, Antonio Bassolino, su Facebook ha espresso la sua opinione: «Peccato per il rinvio, in futuro la maratona deve essere un appuntamento di forte rilievo internazionale». Mentre per l’ex assessore regionale allo Sport Luciano Schifone «c’è stata un’ingerenza indebita e prepotente del Comune nel mondo dello sport, che danneggia la città».
 

Martedì 7 Aprile 2015
Schifone: 'Altri due schiaffi al Sud dal Governo Renzi: riforma della spesa più pesante e soppressione sedi di Napoli e Cagliari del Formez'
'Renzi e la maggioranza di Governo insistono nella propria campagna contro il Sud'. A sostenerlo è Luciano Schifone, consigliere regionale di Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale e presidente del Tavolo Regionale di Partenariato Economico e Sociale della Campania. 'Nonostante a chiacchiere - prosegue - il premier ed il Governo continuino ad assicurare la propria volontà di sostenere il rilancio dell’Italia meridionale,i fatti, però, sembrano portare da tutt’altra parte. A dimostrarlo, da un lato, il risultato di un’indagine della Svimez dalla quale si evince che il taglio della spesa pubblica in percentuale del Pil è notevolmente più alto al Sud -6,2 che nel Centro-nord dove si ferma a meno della metà - 2,9 e lo stesso vale per la spesa in conto capitale che al Centro-nord si ferma a -0,8%, ma nel Sud scende fino a -2,1%. Non ci vuole molto per rendersi conto che gli effetti depressivi di questi tagli finiscono per colpire molto più duramente il Mezzogiorno che non il Centro-Nord, allargando ulteriormente ed in misura notevole il già consistente divario fra Sud e Centro-Nord'. 'Non ancora contento - prosegue - di questa situazione, Renzi ha proposto e fatta approvare dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, una riforma della p.a. che prevede la cancellazione delle sedi del Formez di Napoli e Cagliari, salvando soltanto quella centrale di Roma. Una decisione assolutamente incomprensibile ed inaccettabile, dal momento che, proprio grazie alla professionalità e competenze dimostrate dalle due strutture che il premier ha deciso di sopprimere, il Formez è stato considerato dalla Commissione europea un fiore all’occhiello per la realizzazione dei progetti cofinanziati. E questo senza aggiungere che appena il mese scorso, il consiglio regionale della Campania, aveva detto 'no' a questo ennesimo furto del Governo ai danni del Sud e della nostra regione'. 'Evidentemente - conclude Schifone - per Renzi & c., il Mezzogiorno continua ad essere soltanto una mucca da mungere ed una pecora da tosare'.
 

Giovedì 26 Marzo 2015
Schifone: 'Domani s’insedia il Comitato tecnico regionale dello sport e delle attività motorie'
'E’ un altro importantissimo tassello degli strumenti operativi previsti dal suo articolato che s’inserisce nel mosaico della nuova legge 'per lo sport e delle attività motorie' per consentirne la concreta attuazione'. Lo sostiene il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Luciano Schifone, delegato allo Sport del Presidente Stefano Caldoro, a proposito del 'Comitato Tecnico Regionale per lo Sport e delle attività motorie' che sarà ufficialmente insediato domani (venerdì 27 marzo, ore 13,30 a Palazzo Santa Lucia ) dallo stesso Schifone e da Caldoro. 'Al Comitato - continua Schifone - la legge affida un compito, per quanto consultivo, di notevole importanza: elaborare le proposte e fornire i pareri per la definizione del piano triennale e le linee operative annuali regionali, nonché sulle questioni che l’assessore regionale allo Sport, intenderà via via sottoporgli, per la crescita e lo sviluppo dello sport nella nostra regione'. 'Inutile aggiungere, quindi, che da questo organismo, anche in forza delle competenze specifiche dei suoi componenti, esponenti del mondo dello sport, della scuola, dell’Università e della medicina sportiva, e i tre esperti scelti direttamente dal Presidente Caldoro, Mario Zaccaria, Presidente dell’Ussi Campania, Edoardo Sabbatino, Presidente Circolo Canottieri Napoli, e Antonio Coppola, Presidente dell’Aci Campania, la Regione Campania si aspetta un contributo di grosso rilievo, utile a consentire allo sport campano, un ulteriore salto di qualità'. Conclude Schifone.
 

Mercoledì 11 Marzo 2015
Schifone: 'Crisi dell’editoria in Campania: pronto un ordine del giorno per la prossima seduta del consiglio regionale'
'La crisi dell’editoria già segnata da qualche anno dalla decrescente raccolta pubblicitaria e dalla diminuzione dei lettori rischia con il pesante taglio dei fondi previsto dal Governo nazionale, di mettere definitivamente in ginocchio il settore della carta stampata, con la chiusura delle testate minori, in gran parte edite da cooperative di giornalisti e poligrafici o associazioni, tutte esclusivamente no profit. Questo scenario, se non si interviene subito, rischia di avere delle ricadute occupazionali pesantissime per la nostra regione, sia in termini di occupati diretti sia intermini di indotto (tipografie, padroncini, trasportatori, edicole), ma soprattutto il rischio maggiore per la democrazia ed il pluralismo è che l’informazione su carta stampata in Campania sarebbe monopolizzata, ad esclusivo vantaggio di grandi gruppi editoriali non campani. Vista l’urgenza della situazione, è già pronto un ordine del giorno che sarà formalizzato nella prossima seduta del Consiglio regionale e che ha già avuto il consenso e l’avallo informale dei capigruppo di maggioranza e minoranza: A tal proposito s’impegna il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo affinché stabilisca in tempi rapidi una capienza del fondo per l’editoria per il 2014 almeno allo stesso livello dell’anno precedente e perché si metta mano ad una riforma del settore, di concerto con le organizzazioni sindacali, in maniera da garantire un quadro normativo chiaro e certo riguardo i contributi pubblici alle testate edite da cooperative di giornalisti e poligrafici non profit, così da garantire il necessario pluralismo dell’informazione Così l’on. Luciano Schifone, consigliere regionale di Fdi-An annuncia la presentazione di un ordine del giorno nella prossima seduta del consiglio regionale sulla crisi dell’editoria in Campania '
 

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